Fratelli e sorelle, alieni e mutanti e’ con somma gioia che do alle
stampe informatiche e cartacee questa ennesima versione della ormai
rinomata antologica. Un evento come questo va certamente celebrato con
commozione e dovuto rispetto, lode vada a tutti coloro che hanno
contribuito con il loro
sempre ben accetti oboli teoricoempirici al network e sappiate che tutti i suoi utenti ve ne renderanno merito in eterno.
Ai
lettori attenti non sfuggiranno: la ricchezza di spunti e la
variabilita’ dei punti di vista, di taluni contributi, che rendono
quello degli anarcociclisti uno dei territori di sperimentazione piu’
interessante da frequentare.
Quindi miei cari fedeli qui
raccolti in meditazione e preghiera vi esorto a portare con voi il
verbo delle bici fiammeggianti metabolizzandolo ed elaborandolo a
vostro piacimento e bisogno.
Le strade ci attendono in questa
radiosa primavera, il grande ciclista vi osserva dall’alto del suo
dirupo infernale e non vi puo’ essere augurio migliore.
Oliate le vostre giunture meccaniche et anco quelle dei vostri beneamati mezzi.
Che satanasso o chi per lui vi protegga dalle tentazioni del clero.
Andate in pace.
Maggio ‘999
Rev. Luis Cifer, anarcociclista in tonaca e martello
Quello che avete per le mani e’ un po’ del materiale cartaceo prodotto nel tempo dall’Anarcociclismo. Alcune visioni, come quella dell’Automobilista di Luther Blissett, sono comuni a tutto il movimento, e ne stanno anzi alla base. Altre, come la dissertazione di Dr. Molotov, sono dei punti di vista piu’ personali, anche se rispecchiano comunque piu’ o meno quello che succede dentro al Network (mi fa cagare il cazzo chiamarlo cosi’, fa molto trendy; ma che ci volete fare, forse un giorno ci verra’ in mente un nome migliore…).
Non pretendiamo certo qui di far completamente luce su cio’ che e’ alla base (o in cima? o di dietro?) a tutta quanta la storia, poiche’ ci pare assurdo cercare di tracciare una linea per un movimento che per sua stessa definizione una linea non ha, in quanto composto di menti mutanti in continuo movimento (fedeli alla linea ma linea non c’e’…).
Prendete il tutto piu’ come un saggio, uno spunto per far mettere in movimento le energizzate cervici che celate sotto le vostre scatole craniche.
Il Network, che tira avanti piu’ o meno sempre per via postale o E-Mail, non tiene in contatto tutti gli Anarcociclisti; molti, o perche’ gelosi del loro anonimato, o perche’ semplicemente se ne strafottono degli altri, preferiscono starne fuori. Nonostante questo ritengo che sia importante mantenere una piattaforma di comunicazione tra tutti noi, in modo da poterci fertilizzare reciprocamente (sto parlando dei cervelli, ma se qualcuno intende farlo dal punto di vista riproduttivo, e’ il benvenuto!), confrontando le esperienze vissute ed i modi in cui le abbiamo portate avanti. Mi rendo conto che a questo punto inizio a sembrare una sessione di autocoscienza per alcolisti anonimi, quindi taccio (ma solo per ora, come tutti noi tornero presto a colpire).
Orgon, un Anarcociclista.